“Cancro al Colon a Malta: La Mia Esperienza con la Sanità Pubblica (e Perché l’ho Apprezzata)”

Published on March 2, 2026 at 11:19 AM

«Si parla spesso di viaggi come esperienze che ci cambiano. Eppure il viaggio più radicale che ho fatto negli ultimi tempi non ha richiesto valigie né aerei: è iniziato con una colonscopia di routine e mi ha portato dentro reparti, day hospital, ambulatori e – soprattutto – dentro un sistema di cura che non conoscevo.

Ho attraversato la diagnosi, gli interventi, la chemio e il lento ritorno alla vita “normale” proprio qui a Malta. E se è vero che il cancro ti strappa molte certezze, è altrettanto vero che l’umanità e la competenza di medici, infermieri, nurse navigator e OSS me ne hanno restituite altre.

Questo post non vuole essere una guida medica, ma una testimonianza personale: come si vive la sanità maltese quando sei tu il paziente, e perché – nonostante le sue imperfezioni – in certi momenti ho pensato “per fortuna sono qui”.»

Tra un libro letto in spiaggia, un tramonto catturato con la macchina fotografica e un viaggio non programmato tra le isole, la vita mi ha riservato una deviazione che non avrei mai scelto: una diagnosi di cancro al colon, arrivata proprio qui a Malta.

Non era nei miei piani. Ero abituato a raccontare di pagine lette e posti visti, non di colonscopie, TAC e cicli di chemio. Eppure, è successo. E con la malattia è arrivato anche il contatto diretto con il sistema sanitario maltese – quello pubblico, quello che tanti expat (e non solo) guardano con un misto di curiosità e scetticismo.

Oggi voglio parlarvi proprio di questo: non della malattia in sé (che resta una cosa privata e dolorosa), ma di come sono stato seguito prima, durante e dopo il percorso oncologico.

Con mia grande sorpresa – e con una gratitudine che non mi aspettavo di provare – ho trovato un’assistenza che mi ha fatto sentire ascoltato, rispettato e, per quanto possibile in una situazione del genere, anche protetto.

Non sto scrivendo un inno acritico né una denuncia. È semplicemente la mia testimonianza personale, aggiornata al 2026, dopo aver concluso la fase più intensa delle cure (intervento, chemio, follow-up). Il percorso non è finito del tutto – il cancro al colon richiede controlli a vita – ma la parte più dura sì. E guardando indietro, in certi momenti ho pensato: “Per fortuna sono qui a Malta”.

Perché proprio la sanità pubblica maltese mi ha sorpreso in positivo?

  Tempestività e organizzazione. Dalla colonscopia di routine (che ha fatto scattare l’allarme) alla diagnosi confermata, passando per l’intervento chirurgico al Mater Dei Hospital, i tempi sono stati rapidi rispetto a quanto temevo. Non ho dovuto aspettare mesi per una visita specialistica o per gli esami.

  Il Sir Anthony Mamo Oncology Centre (SAMOC). È il cuore dell’oncologia maltese, collegato direttamente al Mater Dei. Qui ho trovato un team multidisciplinare (oncologi, chirurghi, radioterapisti, infermieri specializzati, psicologi, nutrizionisti) che lavora in modo coordinato. Non mi sono mai sentito “un numero”: c’era sempre qualcuno che seguiva il mio caso da vicino, con un nurse navigator dedicato che mi aiutava a orientarmi tra appuntamenti, referti e dubbi.

  Umanità vera. Medici che si fermano a spiegare con calma (anche in inglese o italiano, quando serviva), infermieri che ricordano il tuo nome e ti chiedono come stai davvero, non solo “fisicamente”. Nei reparti day hospital per la chemio, l’atmosfera era seria ma mai fredda: c’era spazio per una battuta, per un sorriso, per il silenzio quando serviva.

  Accesso gratuito (o quasi). Come residente UE/maltese, tutto il percorso oncologico – esami, intervento, terapie, controlli – è stato coperto dal sistema pubblico senza costi proibitivi. Certo, qualche spesa extra per farmaci di supporto o visite private integrative c’è stata, ma nulla di paragonabile a sistemi dove una chemio ti manda in bancarotta.

Non è tutto perfetto, ovvio. Ci sono code in certi ambulatori, burocrazia maltese che a volte fa perdere la pazienza, e il sistema pubblico ha i suoi limiti (come ovunque). Ma quando si parla di una patologia grave come il cancro al colon, l’impatto emotivo di sentirsi “seguiti” fa la differenza enorme.

Se stai leggendo questo perché stai affrontando qualcosa di simile, o perché conosci qualcuno che lo sta facendo, sappi che non sei solo. E se stai pensando di trasferirti a Malta o sei già qui… la sanità pubblica, almeno nel campo oncologico, può essere un punto di forza inaspettato.