Mi chiamo Gero Parla. Sono nato e cresciuto in una città che mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi curiosi e sensibili: ho frequentato l'Accademia di Belle Arti proprio lì, dove ho imparato che l'arte non è solo tecnica, ma un modo per entrare in contatto con l'invisibile.
Ho viaggiato abbastanza, spesso senza mappe né itinerari fissi: America Latina, Africa, deserti, giungle, città di confine. Un viaggiatore scalzo, alla ricerca di una parte di me stesso che non conoscevo ancora. Ogni passo lontano da casa mi ha restituito frammenti di anima: silenzi, incontri fugaci, colori che parlano più delle parole.
Amo la fotografia perché per me non è solo documentare: è una visione della realtà interiore. Attraverso l'obiettivo cerco di fermare ciò che sfugge, l'essenza nascosta dietro le apparenze, la luce che illumina l'anima prima ancora del paesaggio.
E poi c'è la scrittura: raccontare i viaggi significa riviverli, trasformarli in storie che possono toccare chi legge, far viaggiare anche chi resta fermo.
Nei miei libri mescolo queste passioni: il cammino reale e quello interiore, lo sguardo che cattura e la parola che rivela. Scrivo per chi sente che la vita è più profonda di quanto sembri, per chi cerca bellezza nei dettagli, per chi sa che a volte basta togliersi le scarpe per iniziare a capire chi siamo davvero.
Benvenuto nel mio cammino.